Smart working: il futuro del lavoro sono i legami offline

In seguito ai recenti sviluppi sull’emergenza Coronavirus, in Italia sempre più aziende e attività hanno scelto, per la salvaguardia della salute dei dipendenti e delle loro famiglie, di abbandonare momentaneamente gli uffici e di passare allo Smart Working.

Che cos’è lo Smart Working?

Lo Smart Working, o lavoro agile, è una modalità di esecuzione del rapporto lavorativo, caratterizzata dall’assenza di vincoli spaziali e orari, che procede per obiettivi, in seguito ad un accordo stabilito tra dipendente e datore di lavoro. Dal 1° marzo 2020, un decreto ha promosso il massimo utilizzo di questa modalità, da parte di tutte le imprese che potevano continuare a svolgere il proprio lavoro permettendo ai dipendenti di rimanere nella sicurezza delle proprie case, grazie al supporto tecnologico.

E così da un giorno all’altro la routine di molti lavoratori è stata del tutto modificata:

svegliarsi ogni mattina, andare in ufficio, parlare con i colleghi durante la pausa caffè, avere un confronto diretto e un continuo scambio di idee sono tutte cose a cui è difficile rinunciare, perché fanno ormai parte di una ben consolidata routine lavorativa.

Gestire un team da remoto costringe a mettere in pratica le famigerate soft skills, rispolverarle dai curriculum. In un periodo così delicato si tendono facilmente a sfilacciare le relazioni con manager, colleghi, clienti. Ed è per questo che c’è bisogno di empatia, ascolto e comunicazione.

È davvero così brutto lavorare da casa?

Lavorare da casa però, se fatto nel modo giusto, può portare a piacevoli risultati. Per essere produttivi anche tra le mura domestiche, è importante, prima di tutto, ritagliarsi un angolino tranquillo in cui sistemarsi, continuare a mantenere i soliti orari, le abitudini quotidiane e i giorni lavorativi stabiliti, concedendosi una pausa durante il fine settimana. È indispensabile gestire al meglio il tempo dedicato al lavoro, evitando quanto più possibile ogni tipo di distrazione. Ogni tanto però è bene fermarsi e magari sentire i colleghi, organizzando una pausa caffè collettiva durante una videochiamata.

Qual è il futuro del lavoro?

Lo Smart Working forzato di milioni di persone ci obbliga a sostituire il principio del controllo con quelli della fiducia, quello della coercizione con la responsabilizzazione, o meglio ancora con l’accountability, il sentirsi direttamente investiti e titolati della responsabilità diretta di un risultato.

Ma per ogni risultato c’è bisogno di motivazione: il futuro del lavoro, mai come adesso, è figlio dei legami offline, passa dalle persone, sullo sfondo di supporti tecnologici: bisogna costruirlo insieme.

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