QUANDO UNO STAGE È SINONIMO DI CRESCITA

Lo stage, periodo durante il quale un giovane può avere grandi opportunità mettendosi in gioco con lo spirito giusto.

Oggi si celebra la “Giornata mondiale degli stagisti” e abbiamo deciso di condividere con voi alcune riflessioni in merito alle due facce della medaglia: da un lato aziende pronte a valorizzare le giovani risorse perché credono fortemente nel valore della formazione e dall’altro chi vede nello “stagismo” tutti i valori negativi del termine. Il neologismo indica quel malessere condiviso dalla maggior parte dei giovani che all’inizio del proprio percorso hanno incontrato esempi negativi e aziende dove la parola stage fa rima con sfruttamento.

Questa malsana abitudine tutta italiana che prevede un moto perpetuo di giovani tra i 25 e i 30 anni tra uno stage dalla durata variabile (mesi o in alcuni casi anni) e l’incertezza più totale che fa perdere anche l’ultima speranza di vedere un vero contratto di lavoro dopo tanti sacrifici. 

C’è chi sperava nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) come possibile soluzione, eppure a quanto pare nulla di nuovo all’orizzonte e si imputa allo Stato la responsabilità di ‘trovare una soluzione’ per la cosiddetta Generazione Neet. 

Se fino a qualche tempo fa era sempre più frequente rispondere alla fatidica domanda: “Allora hai trovato un lavoro?”- “Sì. Comincio la prossima settimana con uno stage”. 

Bene, oggi nel 2021 possiamo affermare con certezza che non è cambiato niente.

Quella che dovrebbe essere una grande occasione di crescita, istituita come la forma più efficace di formazione che introduce al mondo del lavoro, in Italia lo stage non è diventato altro che uno strumento per assumere dipendenti a basso costo.

La favola nera raccontata da pellicole famose comeTutta la vita davanti”, dove una giovane protagonista parla del suo ingresso controverso nel mondo del lavoro in un call center dopo una laurea a pieni voti, ci restituisce una fotografia purtroppo ancora attuale di aziende italiane pronte a sfruttare il desiderio di stabilità e la voglia di mettersi in gioco di molti giovani talenti.

Ma ci sono ancora aziende come quelle raccontate da Paolo Virzì?

Ebbene sì. Triste ammetterlo ma è così.

Richiedere competenze specifiche e riconoscere alla stessa risorsa un rimborso spese quasi nullo è contro i nostri valori. Riconoscere il valore di una risorsa vuol dire anche riconoscerne il valore economico secondo quanto previsto dalle norme vigenti.

Una realtà come Certform si relaziona con i giovani ogni giorno, ne conosciamo sogni, aspirazioni e ansie.

Crediamo fortemente nel valore della formazione e allo stesso tempo in una gestione orizzontale dell’azienda e ci auspichiamo possa diventare normale vivere un ambiente di lavoro dove il rispetto per il prossimo sia alla base di ogni rapporto a prescindere da quanto tempo sia arrivato in azienda o per quanto tempo resterà.

Offrire un’opportunità non vuol dire soltanto garantire un rimborso spese mensile, ma da parte dell’azienda un vero e proprio investimento in termini di tempo da dedicare a quelle risorse che potranno esprimere tutto il loro potenziale nel tempo, dando il proprio contributo alla crescita aziendale.

Trasmettere loro fiducia e farlo attraverso un senso di responsabilità. Solo così un giovane potrà sentirsi parte integrante dell’ecosistema aziendale e non semplice “figura di passaggio”.

Dovrebbe essere la norma. 

L’immaginario collettivo che i media hanno contribuito a creare non fa altro che alimentare falsi miti sul mondo del lavoro e dipingere le aziende come realtà dove i giovani vengono letteralmente “sfruttati”.

Ci piacerebbe un’inversione di marcia in questo senso, vorremmo ci fossero sempre più esempi virtuosi e meno “mosche bianche” anche tra le aziende italiane.

Allo stesso tempo come anticipato nella premessa il monito che vorremmo trasmettere ai giovani che intraprendono i primi passi nel mondo del lavoro è di avvicinarsi ad ogni nuova esperienza con il giusto entusiasmo, con apertura e gratitudine.

Dall’inizio dell’anno abbiamo notato quanto sia cambiato l’approccio dei giovani che rinunciano a vere e proprie opportunità perché forti di false consapevolezze. 

Dare il giusto peso alle proprie competenze, fare un’attenta valutazione oggettiva di quel che sappiamo e tutto ciò che non conosciamo ma che vorremmo “imparare sul campo”, con umiltà, dovrebbe essere il motore di tutto. Piuttosto che pensare a soluzioni drastiche come la volontà di abbandonare il nostro paese per cercare opportunità di lavoro all’estero basterebbe lavorare su sé stessi e non perdere mai la voglia di migliorarsi.

Perché se è vero che esiste la “repubblica degli stagisti” dall’altro lato esiste anche un’Italia fatta di imprenditori decisi a fare la differenza, a cambiare le regole del gioco; imprenditori che qualche anno fa hanno vissuto la stessa esperienza e non dimenticano tutta la strada percorsa.

Sono gli stessi imprenditori che oggi non chiedono ad uno stagista di fare fotocopie e portare loro il caffè.

Se è vero che in Certform mettiamo in pratica quanto sostenuto e condiviso pubblicamente rispetto alla nostra visione di lavoro fondato sul merito e il rispetto delle persone, è anche vero che invitiamo le aziende clienti a seguire la stessa strada.

Tutte le volte che si affidano a noi per la ricerca e selezione di nuove risorse cerchiamo di soddisfarne le esigenze intercettando talenti motivati e vicini alla loro visione aziendale.

Se condividete la stessa visione per la vostra realtà aziendale, contattateci a: segreteria.commerciale@certform.it
Un nostro consulente saprà darvi tutte le informazioni dettagliate per iniziare un percorso di ricerca e selezione affiancati dal nostro team specializzato.

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